Beppino Englaro


Palazzo Mediceo, domenica 2 giugno ore 18 | ingresso gratuito

LA MEMORIA DI ELUANA OGGI

   

Vi ricordate di Eluana Englaro? La donna che cessò di soffrire dieci anni fa, esattamente il 9 febbraio del 2009, ma che in realtà aveva finito di vivere già diciassette anni prima, a seguito di quell’incidente stradale a Lecco che ne spezzò per sempre il sorriso. Diciassette anni in stato vegetativo, diciassette lunghi anni in cui il padre Beppino Englaro si è battuto per il diritto di tutti di decidere in tema di fine vita.

Che ne è oggi della Memoria di Eluana? Domenica 2 giugno Beppino Englaro sarà con noi a MemoFest per ricordare non solo il dramma umano e familiare, ma anche la lunga vicenda giudiziaria e politica che ne seguì, con uno sguardo al futuro. Quello del fine vita è un tema di cui oggi si può parlare in Italia?

Beppino Englaro

 

Della Chiesa non parlo. Provo un sacro rispetto per essa, e mi aspetto lo stesso da lei. Spero che sappiano quello che dicono e quello che fanno, però non voglio polemizzare con loro. La Chiesa non ha niente a che vedere con questa materia. Non mi può imporre i suoi valori. Può opinare, però ciò che dice non ha niente a che vedere con me ed Eluana. Il magistero della Chiesa è morale; lo Stato è laico, e dentro ad esso c’è anche una componente cattolica. Quello che dice la Chiesa deve riguardare loro e non coloro che non professano questa confessione religiosa. In modo che ciò che dicono sia un loro problema, non mio.

Intervista di Miguel Mora, El Pais, 8 febbraio 2009

 

Eluana Englaro

 

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